Chiesa degli Scalzi

Progettata da Baldassarre Longhena, con facciata ideata da Giuseppe Sardi. Costruita tra i il 1660 e l’inizio del XVIII secolo, fu arricchita da una immagine proveniente dal Lazzaretto Vecchio, a quei tempi chiamato anche isola di S.Maria di Nazareth, e con quel nome consacrata nel 1705. L’istituto dei Carmelitani Scalzi si stabilì la prima volta in Venezia nel 1633 per opera del padre Agatangelo di Gesù e Maria, che con un compagno prese a pigione una casa a S. Girolamo. Nel 1635 i Carmelitani passarono in un’abitazione più capace alla Giudecca, e nel 1647 nell’Abbazia di S. Gregorio col desiderio di acquistarla, ma il costo era troppo alto. Nel 1649 edificarono un convento, ed una piccola chiesa, che intitolarono di S. Maria in Nazareth per una sacra immagine della Beata Vergine, portata dall’isola di S. Maria in Nazareth detta poi, per corruzione, il «Lazzaretto Vecchio». Verso il 1656 la chiesa venne demolita per innalzare l’attuale sul disegno del Longhena, nel 1705 venne consacrata. La facciata è del Sardi, e sorse a spese di Girolamo Cavazza. All’interno si conservava il celebre affresco di GB Tiepolo “Il trasporto della casa di Loreto”, andato perduto nel bombardamento austriaco del 27 ottobre 1915. Si salvò, ed è tuttora visibile, “Santa Teresa in gloria”, importante affresco giovanile databile 1720-25 dello stesso Tiepolo. Nella seconda navata di sinistra, si conserva la tomba di Ludovico Manin, ultimo doge della città. Dal 1853 al 1862 se ne operò un radicale restauro a spese del governo austriaco. Soppresso il convento nel 1810, parte ne fu ridotta a privata abitazione e parte, cioè quella riguardante la «Fondamenta», venduta alla società imprenditrice della «Stazione Ferroviaria».

Alcuni hotel presenti in zona